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Nov 0913

Le scelte della mia generazione

Pubblicato da Luca Dello Iacovo alle 06:55 in Italia


Domani in Piazza Duomo a Milano continua la mobilitazione antimafia. E' un evento importante: non riguarda soltanto la legalità, ma il futuro (e anche il presente) della mia generazione. La posta in gioco è la nostra felicità.
In alcune aree del Mezzogiorno, il controllo del territorio è nelle mani della criminalità organizzata, come ha scritto Ferruccio Pinotti in "Colletti Bianchi". L'emigrazione sembra un destino per troppi, da grandi e piccoli centri del Mezzogiorno. E' il momento di esserci. Altrimenti la linea della palma (quella che per lo scrittore Leonardo Sciascia delimitava il confine tra territori di mafia e non) rischia di salire sempre di più. Come un incendio che lascia a terra soltanto cenere. Basta leggere le accurate (e accorate) inchieste di Milanomafia e i blog di alcuni giornalisti.

Il programma è questo:

Sabato 14 novembre a partire dalle ore 9 (fino alle 18.30) presso l’Umanitaria – via San Barnaba, 48 – si tiene un Forum milanese pubblico che vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e del mondo della cultura, magistrati, giornalisti, esponenti della giustizia, tutti chiamati ad un confronto in occasione del quale i consiglieri comunali presenteranno una “Carta contro le mafie”. Interverranno tra gli altri Benedetta Tobagi, il Presidente del Consiglio Comunale Manfredi Palmeri, il sen. Achille Serra, Alberto Nobili, l’on. Laura Garavini (Capogruppo PD Commissione Parlamentare Antimafia), Francesco Forgione (già presidente della Commissione Parlamentare Antimafia), Don Virginio Colmegna. In quell’occasione verrà mandata in onda una intervista realizzata a Lucio Stanca (ad di Expo 2015) e verranno letti interventi o contributi di Rita Borsellino, Giovanni Impastato e Roberto Saviano. Le parole di Nando Dalla Chiesa, Presidente onorario di Libera, chiuderanno la giornata di studio e riflessione. Sabato 14 alle ore 21 presso il Teatro Litta si terrà una “notte bianca” contro le mafie, attraverso alcuni interventi pubblici e lo spettacolo (replicato alle ore 22.30 per l’alto numero di richieste ) di Giulio Cavalli e Gianni Barbacetto “A cento passi dal Duomo”. Ai partecipanti delle iniziative di sabato verrà consegnata una piccola resistenza, simbolo, nei primi anni novanta dei movimenti studenti anticamorra e oggi di una rinnovata voglia di legalità. Domenica 15 si terranno alcuni incontri di quartiere in zone periferiche e popolari promossi da circoli di partito con la collaborazione di associazioni e gruppi di cittadini. Le iniziative si terranno nei quartieri: San Siro, Giambellino, Stadera.

Nov 09 8

L'incantesimo di Medusa

Pubblicato da Luca Dello Iacovo alle 23:13 in Italia


Il Grande fratello balla e canta. Come in un panopticon rovesciato, non è il potere a osservare le masse, ma le masse a guardare incantate il potere. Che diventa misura pubblica degli eventi, delle emozioni, degli orizzonti. Si ammira, si sogna, si desidera imitando l'aleph dove convergono gli sguardi. Più che il Grande Fratello, è Medusa: gli spettatori restano pietrificati nel suo immaginario. Guardare altrove (più avanti, indietro, obliquamente) non è facile. Gesto inconsulto. Inenarrabile perché difficilmente condivisibile, se tutti gli spettatori guardano esclusivamente il medisimo palcoscenico. Sorvegliare e punire, dunque, non spetta a Medusa: è funzione interiorizzata degli spettatori che non vogliono essere disturbati. Più che la volontà, poté l'indifferenza.

Pochi giorni fa è stato l'anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini (già nel 1975, quando morì, Oriana Fallaci disse che Pino Pelosi non era l'unico presente sulla scena del delitto). Non è stato profeta, Pasolini: osservatore lucido, ha raccontato quello che ha visto senza distrarsi ("Io so, ma non ho le prove": ascoltate il discorso fino in fondo, poi andate a scoprire le prove che già allora abbondavano). Ha mostrato il re nudo. Non solo: ha perfino denudato la corte del potere davanti alle telecamere: Salò o le 120 giornate di Sodoma (qui il link al video, con le "regole della casa"). Un'analisi talmente accurata da essere piuttosto attuale. 

Nov 09 2

Twitter list: una guida

Pubblicato da Luca Dello Iacovo alle 20:43 in


Una guida di Mashable per usare le twitter list. Anche se per adesso non sembrano semplificare la vita su twitter. I filtri automatici non sono ancora efficienti. Lo saranno le persone? Un tentativo è filtr
Ott 0928

Reti convergenti: persone, idee, economie

Pubblicato da Luca Dello Iacovo alle 23:23 in


Come raccontare la convergenza delle piattaforme con dati e grafici. Superato l'effetto Wall Street delle prime slide, è un viaggio tra le community online e i modelli di business. Firmato Morgan Stanley.

Mary Meeker's Internet Presentation 2009

Ott 0925

Le subculture mafiose

Pubblicato da Luca Dello Iacovo alle 15:08 in


Nella ndrangheta esiste una "carriera" criminale. Nel libro "Le subculture mafiose", ne vengono raccontate le tappe, basandosi su testimonianze raccolte in carcere. L'autore attualmente è detenuto presso il carcere di Voghera.
Durante la nomina ad una carica si fa riferimento a tre personaggi (definiti "fondatori"): sono figure storiche, mitologiche o religiose. Sebbene possa far perfino sorridere, è un racconto che ha trovato differenti riscontri tra i pentiti (come anche testimonianze contraddittorie sul numero e sul valore delle cariche).  

Società minore: sarebbe il primo livello dell'organizzazione criminale.

1) Picciotto. Fondatori: Osso, Mastrosso e Carcagnosso

2) Camorrista. Fondatori: conte Ugolino, cavaliere di Prussia, cavaliere di Spagna.

Società maggiore: sarebbe il secondo livello dell'organizzazione.

3) Sgarrista. Fondatori: Minofrio, Misghizzo, Misgarro

4) Santista. Fondatori: Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, Giuseppe La Marmora (forse Alfonso, ndr)

5) Vangelo.

Società segreta: sarebbe il livello iniziatico dell'organizzazione criminale.

6) Diritto al medaglione trequartino.

7) Diritto al medaglione con catena.

8) Principino.

In particolare, nel volume "Fratelli di sangue", scritto dal magistrato Nicola Gratteri e dal giornalista Antonio Nicaso, si ricorda che la ndrangheta rappresenta la sua organizzazione con la figura mitologica dell'albero della scienza.

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