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Barack Obama è il primo presidente nero degli Stati Uniti. Un sogno rincorso per anni che è diventato reale. E diffonde sensazioni nuove al di là dei confini degli Stati Uniti. Servirebbe un sismografo sensibile per tracciarle. Ma alcune ipotesi si possono immaginare: i fatti diranno se sono vere o meno. Adesso, per esempio, è molto più difficile vedere gli extracomunitari in Italia unicamente come cittadini di serie b: non è più così naturale, se un nero è diventato presidente degli Stati Uniti. Incrinando tabù radicati nei secoli, ben oltre la politica, nella cultura diffusa di molti paesi (dalle nazioni europee alla Cina).
E poi: è possibile che inizi un effetto a cascata in grado di legittimare i sogni e le aspirazioni di chi, per "natura", sentiva barriere insormontabili. E ossessivamente visibili come il colore della pelle.
Ancora: immaginiamo che si diffonda una sorta di implicazione logica nel linguaggio comume come "Se un nero è diventato presidente degli Stati Uniti, allora potrei/potremmo/potreste...". E' un discorso che apre la strada a tentativi, speranze, cambiamenti...
Per Barack Obama la tecnologia aiuta la trasparenza. Ecco alcune idee di Obama riassunte da Pro Publica :
- monitoraggio indipendente delle lobby
- una banca dati pubblica delle spese per i contractor
- una sorta di registro pubblico di evasori fiscali particolarmente rilevanti