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Editoria 2.0: la sfida di Facebook

Luca Dello Iacovo avatar Venerdì 21 Agosto 2009, 18:11 in idee di Luca Dello Iacovo

1) New packaging (design delle notizie, piattaforme)

I giornali di carta hanno impiegato secoli per arrivare al formato e all'organizzazione dei contenuti attuale: prima pagina, esteri, cronaca, economia, cultura, ecc. Da internet sono emerse idee alternative, selezionale dal pubblico, per la produzione, la diffusione, il commento alle notizie. L'origine delle inziative non è sempre nel mondo editoriale. Ecco alcune idee per il "news packaging", distinte per contenuti:

- Mappe. Per monitorare le elezioni in Kenya del 2008 un gruppo di sviluppatori software africani progetta Ushahidi: una cartina per raccogliere notizie dal territorio, attraverso sms e internet. Con un colpo d'occhio è possible seguire la fase post-elettorale in regioni prima inaccessibili.

- Immagini. Fotoreporter dal mondo inviano i loro scatti a Demotix : hanno documentato le elezioni in Iran dove i fotografi professionisti non sono riusciti ad arrivare. 

- Testi. Twitter, Facebook e i blog alimentano un flusso continuo di notizie. Come per il terremoto in Abruzzo e l'esposione a Viareggio.

- Idee. Il Guardian ha chiesto ai suoi lettori di aiutare i reporter nel controllo delle note spesa dei funzionari pubblici. I lettori aiutano i giornalisti nella ricerca di idee e nell'analisi di documenti. 

Alcune domande: queste funzioni, ognuna legata a singoli spazi web, saranno integrate? E in che modo? La lezione di Facebook è interessante: è partito come un album fotografico per gli studenti di alcuni college negli Stati Uniti. E adesso raccoglie più foto di Flickr, dedicato ai fotoamatori. Nel tempo, poi, Facebook è diventato uno spazio per condividere video e link. Come twitter permette di aggiornare il proprio status. Ha superato MySpace e ora insegue Orkut in Brasile. 

Facebook, quindi, ha integrato con successo servizi differenti. In una sola piattaforma editoriale. Alimentata da un pubblico che ha imparato come "vivere" nel social network online. Tanto che adesso emergono giornali locali o specializzati: utilizzando le funzioni già disponibili, le comunità producono, condividono, commentano e diffondono le notizie. Come the Needle (Seattle) o Genomics. Gli editori possono guardare a Facebook come a un rivale. Oppure capirne le lezioni.

2) Modelli di business

Oltre la pubblicità online, su internet sono attivi diversi modelli di business con specifiche applicazioni. Come per il "news packaging", una domanda interessante è: come sarà riuntia la frammentazione attuale? Ecco alcuni modelli di business elencati in una lista compilata da studenti di giornalismo dell'università Cuny di New York, sotto la supervisione di Jeff Jarvis:

- ecommerce

- banche dati e liste

- design per cellulari

- prodotti premium

- nicchie

- promozione eventi

- crowdfunding

3) "Scavare tunnel" e "arroganza epistemica".

Sono due comportamenti che indeboliscono la capacità di eleborare strategie descritti da Nassim Taleb nel Cigno nero. In questo caso, scavare tunnel può essere il problema di chi immagina che gli elementi in gioco saranno a priori quelli che conosciamo o, ancora, la difficoltà di chi chiama declino il cambiamento (per esempio, immaginado che i giornali siano soltanto di carta, "newspapers"). L'arroganza epistemica, al contrario, è quella di chi immagina che le propria visione è destinata a prevalere sulle altre. E in un mondo come internet, dove sono gli utenti a decidere, non è per nulla scontato. 

(foto David Boyle by Flickr)

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