Web, tecnologia, open source e social network
Jennifer Preston è una giornalista del New York Times: ha seguito l'evoluzione delle proteste in Nord Africa e in Medio Oriente anche attraverso i social network, dal suo ufficio negli Stati Uniti. Certo, il quotidiano aveva sul campo i suoi reporter. Ma le discussioni su internet hanno contribuito ad alimentare il dibattito sulla democrazia. E hanno richiamato l'attenzione dell'opinione pubblica nel mondo che ha potuto seguire in diretta su internet gli eventi di piazza Tahrir nella città del Cairo, anche grazie alla trasmissione del network satellitare Al Jazeera e dei suoi giornalisti che hanno scritto gli aggiornamenti su twitter. Ma le piattaforme tecnologiche affrontano un dilemma, come racconta Jennifer Preston in un suo articolo. Flickr, per esempio, è un album fotografico online: ha raccolto le principali testimonianze visive per mostrare la protesta dei monaci buddisti in Birmania. I lunghi corte di tuniche rosse che sfilavano silenziosi. Ma Flickr di recente ha rimosso le immagini pubblicate da un attivista. E ripropone un dilemma destinato a far discutere.
Wavutag: Middle east and north africa
(credits: steve punter by flickr)
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