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Barrett Brown ha da poco lasciato Anonymous, di cui era la voce. Ora con Project Pm si avvia sulla strada che fu di Assange. Scopri chi è su Blogosfere.
Barrett Brown, l'ex portavoce di Anonymous di cui ho recentemente parlato in un post, mi ha rilasciato nel week end un'intervista per Wired che puoi leggere sul sito del magazine.
Dicono che su Internet non si leggono post lunghi, ma a volte penso che possa fare piacere approfondire un argomento e non sempre con una sintesi giornalistica si riescono a cogliere tutte le sfumature di un personaggio, a maggior ragione di un hacker.
Per questo ho deciso di pubblicare la sbobinatura dell'intervista. Ecco quindi il testo integrale, non lavorato. Ovviamente, quello che segue è il punto di vista di Barrett: sulle vicende cui fa riferimento c'è diverso (e controverso) materiale su Google.
Perché lasci Anonymous?
La gente di Anonymous ha coscienze diverse e ogni giorno arriva qualcuno di nuovo. Ci sono state tante persone che hanno aiutato durante le rivolte in Africa, ma per come è costruito Anonymous non c'è nessuna garanzia che le persone che vi prendono parte siamo oneste. Ci sono due tipi di persone in Anonymous: alcune sono le migliori che ci sono a questo mondo, altre non sono persone oneste, sono solo gente che vuole essere parte di una grande misteriosa organizzazione. Queste sono persone emozionalmente disturbate, che vivono un dramma personale e vogliono solo attaccare qualcuno.
Cosa ti ha insegnato l'esperienza in Anonymous?
In Anonymous ho imparato a partecipare a operazioni organizzate da un gruppo e a osservare quello che fa la gente. Ho capito che la gente si deve dividere in piccoli gruppi per perseguire certi obiettivi locali. Io avevo creato la mia organizzazione e preferisco usare il mio nome.
Che vantaggio c'è a essere anonimi?
L'unico buon motivo è partecipare a un attacco DDoS senza essere rintracciati. Quando però sei parte di un'organizzazione anonima, non hai la certezza che ci sia sempre qualcuno che porta a termine i compiti assegnati, e questo è un limite.
Al Kaspersky blog hanno detto che sei stato cacciato da Anonymous, non che te ne vai.
C'era gente in Anonymous a cui non piacevo perché mi occupavo di scrivere i comunicati stampa, ma nessuno mi ha cacciato. Me ne sono andato insieme ad altre venti persone e altre ancora se ne erano andate prima.
Quanti siete in Project PM?
Ci sono dieci o venti persone che lavorano con me e con Anonymous insieme e una quindicina di persone che non hanno mai messo piede in Anonymous e ora stanno con noi. In tutto saremo una sessantina.
Parli di investigazioni basate sul crow-sourcing. Cosa sono esattamente?
Durante l'attacco ad HB Gary alcuni hanno rubato le email, altri le hanno lette e messo insieme le notizie, altri ancora le hanno diffuse ai giornali. Io ho chiamato i dirigenti dell'azienda e ho registrato le loro menzogne, poi le ho messe su YouTube. Non devi essere per forza un hacker provetto per fare questo. I media stavano parlando di noi e noi volevamo parlare con loro. Così il mio compito è diventato quello di far avere le corrette informazioni alla stampa. Dovevamo portare prove ai media e dimostrare che HB Gary mentiva: questo è stato il mio ruolo principale.
In Project PM abbiamo un wiki che va scritto e organizzato con materiali e link così che ogni giornalista che vuole essere informato lo possa leggere. A volte basta semplicemente registrare un legame fra due aziende per avviare un'indagine, capire chi sta con chi è già un primo passo. Crowd-soucing investigation significa anche migliaia di persone in giro per il mondo che diffondono queste informazioni, alla stampa, nei parlamenti, su Internet. Ci sono aziende che non mettono le informazioni su un wiki, ma clicci una pagina, poi un'altra e sono lì. Ci sono legami fra aziende che dicono già qualcosa, poi basta chiamare i responsabili e fare domande. A volte quel poco che dicono, o non dicono, è già sufficiente, anche solo per dimostrare che stanno mentendo. Io ho fatto così diverse volte durante per esempio il caso HB Gary, e ho messo su YouTube le telefonate.
Quali sono gli obiettivi di Project PM?
Per quello che ci riguarda, la cosa principale che vogliamo capire in questo momento è cosa stia succedendo in Usa fra le aziende che hanno a che fare con l'intelligence. La cosa che più ci preoccupa è il software "persona management" con cui il governo vuole addestrare i militari per fare propaganda tramite finti account all'interno dei social network. Può essere usato in Medio Oriente, ma potrebbero comprarlo anche aziende con altri fini, come usarlo contro esponenti di spicco di una fazione opposta e distribuire false informazioni, manipolare la realtà.
E poi?
Ci sono i software per la sorveglianza, usati da alcuni stati per controllare le masse. Come il progetto Romas/COIN: non sappiamo a che serve, ma sappiamo molte cose su come funziona e chi è coinvolto, sappiamo che riguarda i social network, app per smartphone, la costruzione di set di dati utili per i militari. Ci sono cose che non ci tornano, come la Gamma International, che ha sede in Inghilterra e Germania, che voleva vendere un software per l'intrusione a Mubarack, che così avrebbe potuto scoprire chi stava agendo contro di lui. Questo è stato scoperto solo dopo che qualcuno di è introdotto nel ministero dell'interno egiziano. Ci sono aziende che sviluppano questi software e potrebbero venderli e noi vogliamo sapere a chi li vendono e per farci cosa.
Cos'è l'hacktivism?
Sta diventando un movimento internazionale che raccoglie molte persone che vogliono affrontare i governi per tutelare i propri diritti, indagando e informando i media e in alcuni casi violando i siti e i server di aziende come la HBGary. Ci sono aziende e governi che violano spesso la legge e nessuno indaga. Alcune di queste aziende hanno commesso crimini contro Wikileaks e contro i giornalisti, ma nessuno ha condotto indagini perché erano state contattate dal governo stesso. Allora non abbiamo scelta, dobbiamo farlo noi: dobbiamo violare i loro server e mostrare quello che stanno facendo. Questo è quello che è successo con HBGary. E se non lo facciamo, continueranno a sviluppare e vendere tecnologie per attaccarci, come volevano fare con Anonymous. Non possiamo fidarci del governo.
Tu non ti fidi del governo Usa?
No, no! Io sono in guerra con il governo, perché loro sono in guerra con me. Il nostro governo è impegnato in cose che sono poco legali e non etiche. Quando hai un governo che ha a che fare con certe aziende, un governo che ha un potere che usa per fare cose con cui il popolo non è d'accordo, come fai a non avere paura?
Sono accuse pesanti, te ne rendi conto? Avrai già addosso l'Fbi...
So che mi spiano, il mio nome era nei file che HB Gary voleva vendere all'Fbi prima che noi di Anonymous li rendessimo pubblici. Un agente dell'Fbi mi ha confidato che in California hanno aperto un fascicolo su di me, e probabilmente altre aziende stanno facendo la stessa cosa.
Sei un criminale?
Sì. Ogni rivoluzione è un crimine. Thomas Jefferson pure era un criminale, tutti quelli che si oppongono al proprio governo sono dei criminali. Tutti quelli che violano la legge sono criminali. Quelli che fumano marijuana in Usa sono criminali. Tutti quelli che contestano il governo nel Medio Oriente sono dei criminali. Tutti quelli che sfidano il governo sono dei criminali e io sono quindi un criminale, perché non ho scelta.
Rappresenti una minaccia per gli Stati Uniti?
Non dovrebbero lasciarmi libero di agire, dal loro punto di vista sì, sono una minaccia per le loro operazioni. Dovrebbero cercare di fermarmi e lo faranno. Com'è stato per Wikileaks. Passeranno false informaizoni alla stampa, tenteranno di dividere il mio gruppo mentendo su di me, facendo come hanno già fatto, come documentato dal caso COINTELPRO, con cui l'Fbi metteva a tacere i dissidenti. E questo si è venuto a sapere solo perché qualcuno ha violato gli uffici dell'Fbi.
E dove pensi che porti tutto questo?
La gente ha sempre saputo che i governi facevano queste cose, ma una volta i governi erano necessari. Oggi invece la gente ha capito che può fare da sè, grazie a Internet, e creare istituzioni migliori. E chi tenta di fermare Internet mettendolo sotto controllo non vuole che Internet sia quello che è e la nostra battaglia è anche questa: mantenere Internet libero.
Pensi che la gente sia in grado di organizzarsi da sola attraverso Internet?
Sono sicuro che nel giro di un centinaio di anni vedremo nascere nuovi stati su Internet e che questi saranno delle istituzioni migliori di quelle cha abbiamo oggi. Ci sono milioni di persone oneste in giro per il mondo che cominciano a incontrarsi e tutte insieme faranno questo. Il data journalism è un punto di partenza: ci sono giornalisti davvero in gamba che stanno facendo emergere molte cose. Gente che non si limita a scrivere articoli, ma diffonde cose che scottano e prende posizione contro i potenti, fregandosene di corrotti e corruttori.
Internet è davvero sinonimo di libertà?
Se la gente se ne rimane lì senza fare nulla, Internet resterà in mano ai governi e diventerà una macchina di propaganda. Se invece la gente si confronta, indaga, collabora, usa quello che Internet le mette a disposizione, allora Internet rimarrà libero per sempre. La gente però spesso non realizza quello che sta succedendo, non fa ricerche per capire chi le governa. Nei governi ci sono anche ottime e oneste persone, che sono le prime vittime dei sistemi corrotti, perché non c'è nessuno modo di prevenire la corruzione. Troppo spesso davanti all'evidenza nessuno fa nulla.
C'erano italiani in Anonymous, ce ne sono in Project PM?
Ce n'erano, certo. Lavoravano ad alcuni progetti, ma non credo che li abbiamo mai finiti, perché poi si sono inseriti in progetti più grandi. In Italia c'è Telecomix, che ha portato un grande contributo quando si è trattato di aiutare i paesi del Nord Africa e molti dovrebbero seguirli. Anonymous è una grande cosa, ma credo che dovrebbe dividersi in piccoli gruppi perché ogni nazione ha i suoi guai.
Cosa dovrebbero fare gli italiani?
Indagare il proprio governo, i proprietari dei media, i magistrati accusati di essere corrotti. Portare a galla la verità serve sempre a ribaltare il governo e crearne uno nuovo.
Dicono che tu sia il nuovo Assange, o uno dei nuovi Assange.
Lui ha fatto un gran lavoro e non possono essere paragonato a lui. Io cerco solo di essere un buon giornalista e usare Internet per portare a galla cose che vanno conosciute. Ognuno deve essere libero di essere quello che è.
Cos'è il programma per giornalisti e scienziati?
mettiamo insieme scienziati e giornalisti per essere sicuri che la gente riceva informazioni sempre più precise su argomenti importanti. è una di quelle cose che Internet può fare. molto spesso abbiamo la sensazione, almeno qui negli usa, che i giornalisti non sappiano come operi il governo. dobbiamo perdere un sacco di tempo ad andare a cercare le leggi per capirci qualcosa, chi sta mentendo a chi, quali sono le aziende in mano ai politici e chi è connesso con chi. questo sono informazioni di cui la gente ha bisogno, e spesso non vengono date
alle 14:21
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