Web, tecnologia, open source e social network
I nuovi transistori 3D di Intel e il nuovo protocollo di rete SPDY che Google testa su Chrome promettono di rendere il web più veloce che mai.
I transistor in 3D di Intel ieri hanno fatto molta notizia. Io però sono stato più colpito da un post sul protocollo web del futuro: SPDY. Dalle parti di Google sono convinti possa sostituire il vecchio http, garantendo una riduzione del 64% dei tempi di caricamento delle pagine.
Intel non si è sbilanciata più di tanto, dicendo però che i nuovi transistor da 22 nanometri (un nanometro è un miliardesimo di metro) garantiranno un risparmio energetico del 37%. Arriveranno per fine anno insieme agli altri già annunciati.
Il post di cui parlo è stato pubblicato su Igvita. Il protocollo web del futuro è allo studio degli sviluppatori di Chormium (il progetto open source da cui Google deriva Chrome) dal 2009 e non è mai stato tanto pubblicizzato.
SPDY, che si pronuncia speedy, è descritto ampiamente sul blog di Chromium. In sostanza, quando chiediamo una pagina a un sito il nostro browser invia una richiesta a un computer remoto tramite un protocollo TCP. SPDY dovrebbe usare lo stesso canale di comunicazione per più richieste, assegnando a ognuna un ID per sapere quali dati servire a quali richieste. Ecco il test su 25 dei maggiori siti web.
Sorpresa: se usi Chrome e un servizio di Google, stai già usando SPDY. In pratica i server di Mountain View sono da tempo in grado di sfruttare il nuovo protocollo. Ecco perché gmail, docs, picasa etc funzionano come se fossero programmi installati sul pc.
Non ci credi? Digita nella barra degli indirizzi chrome://net-internals/#spdy quando hai aperto qualche servizio di Google. Ecco il mio risultato.
