Usa: bombe contro gli hacker. Per il Pentagono i cyber attacchi sono atti di guerra

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Il Pentagono ha deciso: i cyber attacchi da paesi stranieri sono considerati atti di guerra a cui si può rispondere con le armi.

usa-guerra-hacker-armi.jpgGli Usa useranno le armi contro gli hacker. Lo ha stabilito il Pentagono che ha dichiarato atti di guerra i cyber attacchi portati da criminali di altri paesi ai server a stelle e strisce. 

La notizia è stata riportata dal Wall Street Journal, che ha anticipato alcuni particolari che saranno resi noti solo nelle prossime settimane circa la prima cyber strategia formale degli Usa. “If you shut down our power grid, maybe we will put a missile down one of your smokestacks” ha detto un ufficiale per spiegare il concetto molto americano: se ci hackerate lo zio Sam vi rompe il culo (licenza poetica ;)).

Una coincidenza di sicuro, ma mi pare significativo che una decisione del genere arrivi solo pochi giorni dopo che Anonymous ha dichiarato guerra agli Usa e dopo che hacker come Barrett Brown (leggi la sua intervista su questo blog) hanno lanciato indagini collettive contro i software di sorveglianza e le attività para-social dell’esercito Usa.

Alla base della decisione del Pentagono ci sarebbe la convinzione che dietro a un cyber attacco sofisticato si deve per forza nascondere un governo nemico. Tesi condivisibile? Mah, direi di no. Mi viene in mente il “piccolo” Zuckerberg e il caso Face Mash, tanto per dirne una che ha poco a che fare con governi e guerre, ma significativa di quello che può fare un ragazzino che sa usare la tecnologia meglio dei grandi.

E ricordo, come ricorda il WSJ, che nel 2008 Bush denunciò un attacco al Pentagono da parte di hacker russi. Mosca negò ogni coinvolgimento del governo, per altro mai direttamente accusato: e se la cosa accadesse domani?

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