Opuss, l'Instagram delle parole. Sarà un altro successo?

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Condividere le parole come le immagini: un modo di fare cultura duepuntozero.

opuss.PNGNei giorni scorsi ho scaricato quest’applicazione instigato da un post su TechCrunch. Opuss è simile a Instagram in tutto e per tutto, salvo che al posto delle immagini permette di condividere le parole. Quindi niente effetti. Pensierini di tutti i tipi, divisi per tipologia (poesia, post da blog, citazione, barzelletta…) e argomento (tecnologia, filosofia etc). Pensavo che l’avrei cancellata subito invece ho continuato a usarla e consultarla di tanto in tanto.

Paragonarla a Instagram in effetti è un po’ esagerato, ma lo schema è quello. E credo che possa funzionare. Personalmente ho iniziato a usare Opuss per ingannare quei momenti di pausa in cui magari uno cerca un’app sul telefono per svagarsi un po’. Opuss ti mette a disposizione qualcosa di carino da leggere, con tutti i meccanismi dei social network annessi e connessi, ma in modo light, appunto alla Instagram: puoi segnare la citazione che ti piace e seguire l’autore, commentare se ti va (ma no lo fa quasi mai nessuno). Insomma, un po’ di cultura in salsa 2.0.

Perché penso che possa avere successo? Be’, non tutti hanno voglia, tempo, idee per tenere un blog e Opuss ti permette di fare qualcosa di vagamente simile, ma in modo più light.

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  • nickname Commento numero 1 su Opuss, l'Instagram delle parole. Sarà un altro successo?

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    Io sono pronto a scommetterci, che sarà un successo, Silvio. Stavamo lavorando a un progetto simile da diversi mesi, e ci credevamo molto. Vabbè, come sempre onore al merito di chi è riuscito a concretizzarlo prima! Scritto il Date —