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Come si costruiscono città sostenibili? Partendo dalle community. Ecco un tema interessante dibattuto alla DLD Conference di Monaco.
Il tema delle smart city è strettamente legato a quello della gestione dei dati, open o meno che siano. Ieri qui a Monaco alla DLD Conference si è tenuto un dibattito interessante. Una cosa che mi ha impressionato è che il 30% delle risorse che le città "mettono a disposizione" vengono sprecate, come ha spiegato l'architetto Edwin Chan. Oggi la tecnologia ci aiuta a comunicare con gli imprenditori e i costruttori, da una parte, e con la gente, dall'altra, offrendoci la possibilità di costruire città più sostenibili. Un altro numero per avere un'idea della faccenda: Amazon fa il 35% dei ricavi tramite i suggerimenti creati a partire dall'elaborazione dei dati dell'utente.
In fondo, ha spiegato Chan, si tratta di restituire valore ai posti dove la gente vuole vivere. Penso alla vicende del piano regolatore e mi viene da ridere.
La DLD di quest'anno è centrata sui dati. Ma i dati non sono tutto come scritto (domanda retorica) ovunque, ma solo una parte, poi occorrono le infrastrutture per utilizzarli ha sottolineato Hillary Mason, Chief Scientist di Bit.ly e consulente del sindaco di New York. Vedremo se la spinta europea agli open data ci darà una mano a lavorare su questo anche da noi in Italia. Le città sono comunità e le comunità devono costruire le città dal basso ha detto ieri Hillary, che ho poi avuto in piacere di intervistare oggi (domani ti posto il video).
Come costruire quindi queste benedette Smart City di cui oramai parlano tutti?
Carlo Ratti del MIT SENSEable City Lab ha spiegato: Pensiamo alla Formula Uno di dieci anni fa. Con un buon pilota e una buona macchina si poteva vincere. Oggi invece occorre la telemetria per raccogliere e analizzare i dati e prendere decisioni sulla base di questi. Così occorre fare per le città: vanno costruite sui dati. Il problema oggi è come sfruttarli. La soluzione? Metterli a disposizione della gente in tempo reale e vedere che succede.
Servono algoritmi per capire questi dati e poi occorre sviluppare le città sulla base di questi ha aggiunto Hilary.
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