Web, tecnologia, open source e social network
I progetti di Facebook e Google stanno stravolgendo il web. Reale e virtuale si sono fusi: siamo diventati i nostri profili. È il momento di reagire e riportare il web alle proprie origini.
Internet è nato come un network di computer. Dietro ai quali sedevano delle persone. Ora invece assomiglia sempre più a un aggregatore di dati personali che ci vengono richieste da aziende diverse. Un esempio di cosa è diventato Internet: Pleaserobme.com a partire dal tuo account Twitter recupera i tuoi check-in di Foursquare aiutando così il ladro a sapere quando non sei a casa. Sulla privacy si è aperta l'altra giorno la DLD conference qui a Monaco. Nel suo intervento il vicepresidente della commissione europea Viviane Reding ha annunciato due nuovi diritti, ma non ha convinto nessuno. Meno che meno Andrew Keen di Digital Vertigo, che ha tenuto uno speech subito dopo.
Prima di lui Dean Hachamovic di Microsoft, facendo uno spottone alla propria azienda, ha illustrato come, quando leggiamo un giornale on line, ci siano in media 14 o 15 siti che accedono ai nostro dati. Da Facebook e Twitter in giù. Do not track è solo una questione di onestà ha sottolineato.
Dicevo di Keen. La cosa più interessante che ha fatto è stato citare Sheryl Sandberg, che poco fa ha chiuso l'evento (poi ti racconto).
Esprimere la nostra autentica identità diventerà sempre più pervasivo nel corso del prossimo anno. I profili non saranno più progetti, ma autoritratti dettagliati di quello che siamo, inclusi i libri che leggiamo, la musica che ascoltiamo, i chilometri che corriamo, i posti che visitiamo, le cause che supportiamo, i video dei gatti che ci fanno sorridere, i nostri like e i nostri link.
(da Theeconomist)
Addio privacy, alla faccia delle promesse. La tecnologia ci sta reinventando facendoci diventare social ha sottolineato Keen, che ha invocato una riabilitazione della solitudine. Riportano poi l'accento sulla comunità: abbiamo creato noi Internet e l'abbiamo fatto come un network. Ora però dobbiamo reinventarlo.
Come si fa non essere d'accordo? Google Search Plus ha reso i nostri profili e le cose che condividiamo con gli amici oggetto delle ricerche. Facebook ha ricreato il web dentro di sé. La deriva social che ha preso il web dovrebbe suggerire a tutti quanti noi la necessità di ripensarlo da capo.
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