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L'accesso a Internet è un diritto umano, civile, o solo una tecnologia?

Venerdì 6 Gennaio 2012, 15:39 in Techidiano di

Mentre negli Stati Uniti si discute dello Stop Online Piracy Act, uno dei creatori della Rete nega che l'accesso a Internet sia un diritto umano. Ecco perché ha ragione.

Screen Shot 2012-01-06 at 15.37.05.jpgSe Internet sia o meno un diritto è oramai un tormentone. L'Onu ha definito l'accesso a Internet un diritto umano fondamentale, sostengono in molti. Non è proprio così, mi pare: l'Onu sostiene che Internet è uno strumento fondamentale per l'accesso ai diritti umani. Cioè che disconnettere una persona dalla rete equivale a privarla dell'accesso ad alcuni diritti. Negli scorsi giorni sul New York Times uno dei fondatori di Internet, Vint Cerf (co-creatore del protocollo TCP/IP) ha sostenuto che no, l'accesso a Internet non può essere un diritto umano. Tutt'al più può essere visto come un diritto civile. Nel senso, una cosa che ti deve garantire lo Stato. Cerf sostiene che se ci focalizziamo sull'accesso alla Rete perdiamo di vista quelli che sono i diritti fondamentali, a partire dalla libertà di espressione. Sono d'accordo.

Pensa alla Cina: la censura rende il loro web meno libero del nostro. Quindi se anche lo Stato riconoscesse il diritto di accesso alla Rete ai propri cittadini non renderebbe questi liberi di usare Internet per quello che Internet è.

Torniamo a casa. Se la legge voluta dall'Agcom fosse passata, noi stessi in Italia avremmo avuto un web censurato. In questi giorni negli Stati Uniti si discute molto della Sopa, una legge che nel punto peggiore obbliga i service provider a disconnettere l'utente accusato di aver violato diritti d'autore. E qui sto con le Nazioni Unite: non si può togliere Internet a una persona.

Quindi sono solo in parte d'accordo con il discorso che fa Cerf. La metafora del cavallo è fondamentale: un conto è avere diritto a possedere un cavallo, altro è avere il diritto di poterlo usare per andare dove vuoi.

Guido Scorza su Wired ha sostenuto il contrario: "Che l'accesso a internet sia un diritto dell'uomo è, dunque, una conclusione quasi sillogistica. Impossibile sostenere il contrario senza rimettere in discussione il contenuto dell'art. 19 della Convenzione dei diritti dell'uomo: ogni uomo ha diritto ad utilizzare ogni mezzo per ricevere e diffondere informazioni e idee".

In questo senso andava la mia proposta di una cattedra di web per la scuola dell'obbligo. Scorza secondo me non si rende conto che il diritto sta nella libertà di usare Internet e non nell'accesso. Se la Cina regalasse ai cinesi l'accesso a Internet, non li renderebbe comunque liberi di ricevere e diffondere informazioni e idee.

Quella di Cerf a ben guardarla è una provocazione solo in parte. Se ci limitiamo a definire il diritto di accesso a Internet perdiamo di vista quello di usare Internet in totale libertà.

credit per la foto: Marc_Smith

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