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Quello del gigante americano è prima di tutto un errore di marketing. E in secondo luogo un modo di comportarsi che non mi piace per nulla.
Cocacolla.it chiude a causa delle diffide inviate per lettera da Coca Cola. Ma cos'è Cocacolla.it? Si tratta di un blog multi autore che parla di arte, design, advertising e culture della rete. È da poco partito l'hashtag su twitter #supportcocacolla (al momento in TT su Twitter) e mi aspetto che questa operazione si ritorca contro Coca Cola almeno per un po'. Io personalmente smetterò di comprare e bere Coca Cola, raccontando questa stora a chi mi chiederà perché.
Il primo errore di Coca Cola è stato di marketing, come visto. Sembra lo stesso scivolone fatto da McDonald's su Twitter qualche settimana fa. Far chiudere un blog che di fatto ti celebra non ha neppure senso. Ecco il perché del nome Cocacolla:
Mettere insieme la colla, elemento fondamentale dell'artistica di base, ma anche della streetart, con la Coca-Cola, simbolo della cultura pop, dell'industrializzazione e della pubblicità come strumento fondamentale per sbaragliare la concorrenza.
Come minimo prima di prendere carta e penna per reclamare quel nome a dominio, come Cocacolla racconta, Coca Cola poteva registrarselo, se riteneva che avrebbe potuto creare dei problemi all'azienda.
In secondo luogo avrebbero potuto contattare i ragazzi di Cocacolla cercando un accordo. Dico di più: sponsorizzarli, fargli creare una campagna per il proprio marchio.
Coca Cola però non ha fatto alcuna azione legale contro Cocacolla. Si è limitata a scrivere una lettera in cui invitava a non registrare il marchio e a cedere il dominio. Perché quindi chiude Cocacolla?
Andare avanti in un'azione legale sarebbe stato un massacro, soprattutto per le nostre tasche. Il nostro è infatti un progetto editoriale e non avremmo potuto permetterci una battaglia legale contro una multinazionale come la Coca-Cola.
Un giudice non dirà mai di chi sia la ragione. Per risolvere il problema è bastato mostrare i muscoli.
purtroppo perfettamente nello stile della multinazionale anglosassone. se comunque i signori del sito si fossero rifiutati di farsi intimidire, credo che il gigante americano o avrebbe lasciato perdere o le avrebbe prese. Almeno a giudicare dai precedenti riportati nel film McLibel
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alle 10:51
PiccoloSocrate
Li capisco, è come giocare a Poker con un miliardario.
Spero riaprano altrove, con un marchio tutto loro.