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Moneyball e la startup di te stesso

Lunedì 20 Febbraio 2012, 11:46 in Startup, Techidiano di

Il concetto di startup può essere applicato a qualunque progetto, a partire dalla nostra carriera.

moneyball-startup-di-te-stesso.JPGStartuppa ogni cosa che fai. Nei social network italiani ultimamente il tema è ricorrente. Certo, sì, da questo punto di vista sembriamo il piccolo che vuole copiare il grande, ma se riusciamo a cogliere lo spirito forse possiamo davvero cambiare qualcosa. L'altro giorno ti ho parlato del concetto di startup e dell'inutile ricerca di dialogo fra startupper e università italiane, oggi invece volevo partire da un film, Moneyball, per affrontare il tema.

Il film l'ho visto ieri sera fomentato da un post sul blog di Working Capital. Il protagonista, Billy Bean, un fallimento come giocatore, diventa protagonista di una rivoluzione nel mondo del baseball vestendo i panni del manager. E basando tutto sul culto dei dati (nel link intervista a Hilary Mason, chief scientist di Bit.ly).

Ora, il film è molto bello e la cosa interessante è vedere come Bean decide di gestire la squadra con un atteggiamento da startupper. Il momento forse più interessante è all'inizio, quando circondato dai talent scout si scontra con questi, alla ricerca dei rimpiazzi per i migliori giocatori che la piccola squadra è stata costretta a cedere. E Bean spiega: Il problema non è sostituire i nostri tre migliori giocatori, ma come può un club senza soldi come il nostro competere con i club più ricchi.

La soluzione è think different. E il film tutto da vedere. The start-up of you (La start-up di te stesso) è invece il titolo dell'ultimo libro di Reid Hoffman, co-fondatore di LinkedIn: nel volume, che ho appena ordinato, Hoffman spiega come applicare alla propria carriera le regole che aiutano le startup a realizzare la propria impresa. In un guest post su TechCrunch Hoffman ha introdotto il testo teorizzando la necessità di lavorare a un progetto principale mentre si porta avanti una seconda strategia in caso di insuccesso, tenendo presente che serve sempre un piano Z in caso di totale fallimento.

Già che ci siamo, ecco un link al alcuni film per startupper.

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