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Il motore di ricerca social di Massimo Marchiori è uno schiaffo per tutti quelli che sempre ripetono che in Italia non si può osare
Luca Conti su Pandemia l'aveva distrutto ancora prima di vederlo (EDIT: lui dice di aver messo in luce pro e contro). Io stesso ero scettico, e ora che ci ho giocato dieci minuti non sono ancora in grado di pronunciarmi. L'unica cosa che dico è che Volunia è un successo. Anche e soprattutto se nessuno lo userà. Massimo Marchiori ha imparato la lezione di Larry Page: osare.
Quindici anni infatti Massimo scrisse Hyper Search, un motore di ricerca basato sui link. Lo presentò in America e siccome non l'aveva brevettato Larry gli chiese il permesso di usarlo. Google ne è la più o meno diretta conseguenza.
Ora Massimo invece osa. Anzi, di più. Osa in Italia. Un incredibile schiaffo all'insostenibile frustrazione degli startupper italiani di cui ha parlato, suscitando un notevole apprezzamento, Antonio Lupetti su Woorkup.
Massimo osa. Ha trovato un investitore, Mariano Pireddu, che ha avuto il coraggio di credere in un progetto ambizioso. Magari Volunia non diventerà Google. Anzi. Lo stesso Massimo pare di capire che si attenda di essere copiato da Google e Yahoo. E allora ciccia, Davide contro Golia funziona solo nella Bibbia.
Volunia non mi ha convinto. Mi convince però la persona che c'è dietro. Mi convincono gli ingegneri che hanno rinunciato a un posto fisso per lavorare con Massimo. Mi convince soprattutto l'approccio. Negli Stati Uniti fallire è la strada maestra per il successo. A non fallire sono solo quelli che non ci provano. Da noi la faccenda è un po' diversa e forse quindici anni fa anche Massimo era diverso.
Intanto ci sta provando. Ci stanno provando. Volunia è partito oggi, ma più che fargli un in bocca al lupo mi sembra il caso di fargli i complimenti. Volunia magari non sarà un successo, ma quelli che ci stanno credendo prima o poi sono sicuro che avranno successo.
EDIT: Qualche riflessione dopo il mio test di Volunia.
Ecco il link alla presentazione di Volunia.
LINK UTILI
@daniele: hai perfettamente ragione.
mi laureo tra poco, in Informatica (Marchiori è uno dei miei prof), e sentirsi chiedere ogni volta "Ingegneria?" ha fatto girare le appendici anche qua
Non è per continuare a battere sull'argomento in parte già puntualizzato da Fabio, ma non è che Padova ha due facoltà separate. Esiste "Informatica" (Computer Science) afferente alla facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali ed esiste "Ingegneria Informatica" afferente alla facoltà di Ingegneria. Marchiori è un matematico che si è sempre occupato e insegna ad informatica, niente di strano visto che l'nformatica e la matematica vanno a braccetto e lo facevano soprattutto ai tempi in cui si è laureato Marchiori. Non è per essere petulante, ma da informatico è piuttosto seccante sentirsi sempre chiedere "ma ingegnere informatico"? Niente contro gli ingegneri sia chiaro ma secondo me capire la differenza tra diversi tipi di formazione permette anche meglio di sfruttarne le capacità e le peculiarità.
Grazie per aver incluso la mia opinione, ma mi permetto di dissentire dalla sintesi "ha distrutto", perché ho argomentato semplicemente pro e contro dalle indiscrezioni con le quali Il Sole 24 Ore ha anticipato la conferenza stampa.
piccolo appunti: marchiori insegna ad informatica, non ad ingegneria. Gli ex studenti, quindi, non sono ingegneri ;)
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alle 11:14
Federico Moretti
Io la vedo in modo diametralmente opposto, a prescindere dalla querelle sulle facoltà dell’Università di Padova. D’accordo, osare può essere encomiabile. Proporre questa “cosa” – perché, non me ne vogliate, fatico a chiamarlo altrimenti – è un autogol. Sono sicuro che Volunia abbia un backend coi contro-fiocchi (anzi, più che esserne certo… me lo auguro, considerando chi ci ha lavorato), ma il frontend è penoso. L’ho definito «dozzinale», in un mio intervento, perché sarebbe stato offensivo utilizzare dei termini più volgari. Tutta l’idea è obsoleta, già vista e graficamente orrenda. Le mappe, così concepite, non credo servano a nessuno. Il tracciamento dei documenti avviene sui principali motori di ricerca con modalità più intelligibili per gli utenti. La parte sociale è un Google+ alla “carlona”. Bello, è vero, sentire quante energie si sono concentrate da tutta l’Italia: se il risultato è questo, però, giustifico chi si trasferisce all’estero. Bing è diretto da un Italiano, per dirne una. E i toni della conferenza stampa hanno invogliato anche me, così legato al mio Paese, a fare le valigie. Se questa è l’eccellenza italiana, i casi sono due: la politica e/o l’università le hanno tarpato le ali (come alle galline?), oppure siamo davvero messi male. Tertium non datur.