Fuorisalone Milano 2012: make startup from scratch, una serata paranormale

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Ieri al Fuorisalone attori, startupper, venture, maker, giornalisti, designer e video-maker hanno dato vita a uno spettacolo dell'Italia che fa.

seedlab.JPGIeri sera sono stato a un evento paranormale. In un teatro, l’Elf, che più che altro è uno scantinato. C’erano attori, startupper, venture, maker, giornalisti, designer, video-maker e un sacco di gente che si è incontrata in occasione del Fuorisalone per un evento organizzato da Kaloob. Uno spettacolo. Nel senso, davvero: gli attori hanno introdotto l’evento lasciando poi spazio ad Alessandro Rimassa che ha raccontato la propria avventura conducendo per mano il pubblico da Generazione mille euro a Generazione Startup. Che poi sono la stessa gente: quando non c’è trippa per gatti, i gatti ballano (o più o meno…).

Già, il problema è sempre quello: i denari. Matteo Faggin di SeedLab è venuto a spiegare che i soldi in fondo ci sono: fra un venture e l’altro, acceleratori, incubatori e concorsi vari, nei prossimi tre anni ci sono in ballo oltre 300 milioni di euro di investimenti da fare in idee innovative. E se non ti si fila nessuno di questi, ci sono sempre realtà come Eppela per provare a chiedere aiuto alla gente. Regola fondamentale per tutti: crea qualcosa che vorresti usare.

Chi la roba se la crea per davvero sono quelli di Frenkestein Garage, i makers milanesi. Quelli che li riconosci subito quando ti danno la mano perché è tutta rovinata. Loro le mani le usano davvero. Per farci le cose. Cose come la Sharebot (stampante 3D, prima foto) di Andrea Radaelli o la steadicam (seconda foto) che usano i ragazzi di SeeMars, laboratorio video di cui ti propongo qui sotto il primo prodotto.

sharebot.JPG staedicam.jpg

La staedicam è un progetto open source replicabile proprio come le macchine dell’open source ecology, che Bottega 21 sta cercando di omologare in Italia per dare vita a un’impresa distribuita sul territorio.

Le cose, per farle, basta iniziare a volerle fare per davvero. Uno che le cose le sta facendo (cioè che ha lasciato il lavoro per farle) è Nicolò Borghi. Ieri ha presentato il primo prodotto della sua Creonomy, Fluo: tool di collaborazione on line per designer. Se il nome non ti è nuovo è perché Nicolò è uno di quelli che si è rimboccato le maniche per tirare in piedi l’Hub di Milano di cui ti ho parlato l’altro giorno. E non a caso l’ho chiamato un posto dove fare startup.

 

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