Web, tecnologia, open source e social network
Sostituire Internet alla tv per conquistare il potere politico: dal progetto segreto di Berlusconi una riflessione che potrebbe interessare tutti.
Non ti preoccupare, non ho intenzione di cominciare a parlare di politica. Mi ha però affascinato un articolo che ho letto oggi sull'Espresso e che fa il paio con la discesa in campo di Marco Montemagno, fondatore di Blogosfere (che poi ha ceduto) ed ex organizzatore della Social Media Week a fianco del Berlusca. Sì insomma, l'ex presidente del consiglio pare aver spento la tv per accendere il web.
A spingerlo allo switch sarebbe stato il successo di Grillo e del suo movimento, nato dalla rete, o ancora meglio dal blog dello stesso poli-comico. Non a caso il fanta-progetto per il ritorno del Berlusca nella stanza dei bottoni, seppur senza un ruolo di governo, passa per la candidatura del sindaco di Firenze Matteo Renzi al ruolo di primo ministro.
Renzi è l'unico uomo in Italia ad aver fatto due cose abbastanza rivoluzionarie:
Mezzo paraculo e mezzo normale. O normalmente rivoluzionario, a modo suo. In ogni caso, non si sa neppure se gli faccia piacere la cosa, quindi non tiriamolo troppo dentro al discorso.
Questa storia mi piace per un semplice motivo. Mettendo in fila i puntini infatti e mettendo da parte per un attimo la politica ti renderai conto di come due esperienze di rete locale (Firenze e Parma) siano state più che sufficienti per innescare una serie di meccanismi (a partire dalla chiamata di Montemagno) che potrebbero cambiare davvero il modo in cui la gente partecipa al governo del nostro Paese.
Ok, forse è davvero fanta-politica. Se davvero i politici usassero la Rete per come la Rete è nata ed esiste la Rete sostituirebbe i politici. Ne avremmo tutti grandi vantaggi come dalla riduzione del numero dei politici e del loro stipendio. Il problema è che la palla ce l'hanno loro. Ancora per poco, spero.
UPDATE: poco dopo aver preparato questo post ho trovato nella mail una lettera del ministro dello Sviluppo Economico Passera. Sì quello della Task Force sulle startup. Come a me, il ministro a scritto ad alcune altre persone di cui avrebbe piacere sentire l'opinione prima di trarre conclusioni sul lavoro prodotto dalla task force. Non so se rendo l'idea: questo vuole parlare davvero con la gente. Se fosse un politico non lo ricandiderebbero.
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