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Marketing, social network e passioni: fine della pubblicità

Venerdì 29 Giugno 2012, 11:38 in Network, Techidiano di

Condividere sui social network e suscitare emozioni e like è il nuovo format che i brand devono adottare se vogliono vendere on line.

Screen Shot 2012-06-29 at 12.04.41.jpgSu quante pubblicità hai cliccato su Facebook da quando lo usi? Poche vero? A parte sentirti in colpa quando Facebook chiuderà, ti sei mai chiesto il significato di tutto ciò? Nell'epoca dei social network la pubblicità è morta e l'unico modo e alle aziende viene ora richiesto di fare leva sul mercato delle passioni.

Un paio di esempi. Followgram, la web app italiana che permette di creare la propria vanity url di Instagram, sta testando la possibilità di connettere le pagine dei brand ai relativi shop on line. Su qualcosa di vagamente simile mi pare stia lavorando anche Weloveglasses, che però adotta uno stile verticale (e per il momento non consente gli acquisti on line): solo occhiali da sole.

Un esempio ancora più calzante arriva oggi da parte di CircleMe, il social network italiano che pretende di riconnetterti con le cose che ti piacciano (nel link la mia review). Che fa CircleMe? Da oggi e per due settimane distribuisce gratuitamente il primo capitolo del libro Amy, mia figlia (scritto dal padre di Amy Winehouse, appena uscito per  Bompiani). 

Ora CircleMe è organizzata per oggetti. Gli utenti potranno trovare il sample del libro cliccando sia sull'oggetto Amy Winehouse che su quello specifico dedicato al libro. Il progetto di CircleMe è aiutare le persone a coltivare i propri interessi e trovo che questa volta abbiano colpito nel segno. Come Followgram e Weloveglasses infatti si stanno avvicinando a una cosa interessante: sostituire le passioni alla pubblicità.

Mi cimento nella scrittura di un ipotetico algoritmo: mi piace questa cosa --> la condivido sul social e la curo --> tu la vedi, ti piace, la vuoi anche tu --> te la faccio provare gratis --> te la compri.

Non a caso l'altro giorno a State of the net Alberto D'Ottavi, founder di Blomming, ha raccontato qualche dato interessante. Cito da un mio articolo per Wired.it

il 62% delle persone che vede il commento su Facebook a un prodotto venduto tramite Blomming clicca sul link relativo. Chi arriva tramite questo percorso al prodotto in vendita, nel 53% dei casi lo acquista. Per un paragone basta pensare che chi arriva allo stesso prodotto tramite Google acquista nel 49% dei casi (per gli altri social network siamo al 48%). Il valore aggiunto di Facebook pare essere la capacità di re-iterare questo processo: l'81% delle persone che ha effettuato l'acquisto di solito ri-condivide sul social network il prodotto.

Capito? Un commento positivo vale già forse più di un'ad.

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2 commenti
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03 Lug 2012
alle 11:23

Anonymous User

Gli ambiti dove si posiziona WeLoveGlasses sono:
- l'engagé social degli utenti, per scoprire tendenze dagli altri users
- l'informazione di qualità attraverso un magazine,
- la voce diretta dei designer nelle loro pagine,
- molto prossimamente l'interazione di tutti questi con i negozianti,
- e un domani uno shopping particolare
grazie per l'articolo (:

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29 Giu 2012
alle 13:02

Anonymous User

Un commento positivo vale sicuramente più di ogni ads comprato. Forse è sul costo che ci sarebbe da discutere :)


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