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State of the net #1: da Twitter alle smart people

Sabato 23 Giugno 2012, 08:38 in Network, Techidiano di

Ecco cosa è stato dibattuto oggi durante la prima giornata dell'evento dedicato allo stato del web.

Oggi sono stato a State of the net e se non hai seguito la diretta streaming ti sei perso qualcosa. Domani si replica, quindi guarda il programma e tieniti libero. Hai bisogno di essere convinto? Bene, ti racconto un po' di cose di cui si è parlato oggi e che ho già raccontato attraverso Twitter (@silviogulizia).

@vincos ci ha raccontato come usano gli italiani Internet, spiegando quello che ha visto su Twitter, timeline pubblica e collettiva. Due cose interessanti: gli italiani on line cercano i luoghi preferiti di destinazione: Facebook, YouTube, Libero Mail, mail in generale, meteo, Google, noi stessi (anche io mi cerco, vero, è una questione di personal branding come ti ho raccontato).

Focus sui social network. Ecco la classifica italiana aggiornata ad aprile:

  • Facebook 22,4 milioni di utenti unici al mese;
  • Twitter 3,6 milioni di utenti unici al mese;
  • Linkedin 2,85 milioni di utenti unici al mese;
  • Google+ 2,6 milioni di utenti unici al mese;
  • Badoo 2.3 milioni di utenti unici al mese;
  • Tumblr 1 milioni di utenti unici al mese;
  • Pinterest 500 mila utenti unici al mese.

Qualche dato su Twitter:

  • il 28% dei tweet contiene un link, ergo Twitter non è solo un posto dove si rilanciano notizie, ma punto di discussione e luogo dove diffondere opinioni;
  • il 23% dei tweet ha un hashtag, dimostra la tesi di cui sopra;
  • il 18% è un retweet;
  • ogni giorno in Italia ci sono 426mila tweet, a partire dalle 5 del mattino con picchi 12-13 e 18-21 e maggioranza dei tweet lunedì, mercoledì e venerdì, riposo il sabato.

Ho approfondito il tema con Vincenzo su Wired.it, riprendendo il tema della Rete che arriva ai piani alti che mi aveva stimolato il piano segreto del Berlusca.

Le slide di Vincos.

Grande scoperta dell'evento, almeno per me, è stato Marc Canter un pazzo che insegna Internet alla gente per aiutarla a cambiare il mondo, con l'obiettivo di creare l'intelligenza collettiva delle smart city. Cioè, le smart city diventano tali perché sono costituite da smart people. Una delle cose che più mi è piaciuta fra quelle che ha detto Marc è stata: Dobbiamo installare un ecosistema digitale nelle nostre città, bisogna mettere gli individui al centro perché oggi le aziende sono genitori cattivi che sfruttano i proprio figli.

Le slide di Marc

Altro spunto della giornata, il racconto sugli open data di Ton Zijlstra, di cui riprendo la segnalazione di Epsiplatform come luogo dove andare in cerca di quali progetti sono stati realizzati negli altri paesi europei.

Due spunti raccolti anche da un paio di simpatiche traduzioni di Luca De Biasi dall'italiano all'inglese per raccontare l'Italia agli ospiti stranieri: i politici sono crazy guys mentre i freelance precari.

Per la cronaca, io sono e mi sento una lancia libera.

Foto: magic roundabout, mostrata da Snowden durante il proprio speech.

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