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State of the net #2: blogging, cloud computing ed e-commerce

Domenica 24 Giugno 2012, 13:15 in Techidiano di

Ecco il resoconto degli interventi più significativi della seconda giornata dell'evento dedicato al mondo del web.

medium_3407145432.jpgNella seconda giornata di State of the net (nel link le cose più interessanti del primo giorno), ieri a Trieste si è parlato di diverse cose. La più interessante è stato il panel sull'e-commerce, ma non sono mancati altri spunti su cloud computing e blogging in particolare. Ecco alcuni dei miei appunti.

Euan Semple ha parlato della necessità per le aziende di comunicare e della difficoltà di farlo: i brand utilizzano i social network sostanzialmente per le potenzialità di questi. In particolare Facebook. Lo sfruttano però questo potenziale? Mica tanto: spesso i brand scrivono cose che non saranno mai lette. Tornando alla presentazione di Vincos del giorno prima, come non ricordare che il brand che meglio riesce a ingaggiare i propri utenti è Leggo, il piccolo free free di Caltagirone?

Semple ha parlato anche della potenzialità dei blog. La mia fantasia estrema è pensare a un'organizzazione in cui tutti i dipendenti hanno un blog perché bloggare ti obbliga a pensare. Se i dipendenti delle banche avessero avuto ognuno il proprio blog ora magari non staremmo attraversando la crisi in cui ci troviamo.

Attenzione però al problema capitale: le aziende comprano dai dependent una conoscenza che poi non gli danno più indietro quando se ne vanno. Vero, verissimo: un buon motivo per scegliere di lavorare per sé e non per un'azienda. 

Gigi Tagliapietra è invece intervenuto per parlare di cloud computing e l'ha fatto in modo stravagante, parlando di Claude Computing, cioè partendo da Claude Debussy. Il paragone con il compositore è stato utilizzato per rendere evidente come ai giorni nostri sia necessario focalizzare l'attenzione sulla musica e non sulle regole e gli strumenti. Allo stesso modo oggi occorre concentrarsi sul prodotto e sul servizio. Un esempio semplice: l'app. L'app deve essere la stessa per tutti gli utenti, indipendentemente dal dispositivo tramite il quale vi accedono (desktop, iPhone, Android, Windows Phone etc).

Interessante anche il dibattito sull'e-commerce, con Marco Massarotto (Hagakure), Alberto D'Ottavi (Blomming), Alessandro Mattiacci e Hanchao Li. Qualche appunto secco:

  • l'82% dei consumatori ha cercato un prodotto sul telefono e di questi poi il 41% l'ha comprato da PC e il 28% è andato in negozio per l'acquisto;  
  • il mercato dell'e-commerce italiano vale 8,1 miliardi di euro, un millesimo dell'e-commerce mondiale;
  • in Italia il 5% delle aziende vendono on line, contro una media del 15% nell'Unione Europea. In Germania circa il doppio delle grande aziende vende on line (46% contro 22% in Italia). Quanto alle piccole imprese, il rapporto è 4x: 5% contro 19%;
  • in Cina il numero delle persone che fanno acquisti on line è il triplo degli abitanti dell'Italia, tanto per capirci.
  • In Italia ci sono dieci milioni di persone con un profilo da web shopper che però non comprano nulla on line;
  • La startup italiana Blomming ha 12000 utenti registrati, ha aperto seimila shop on line e di questi 3.300 hanno anche la versione Facebook. La metà delle vendite iniziano e si concludono dentro Facebook, grazie anche a un accordo con Paypal.

photo credit: Argonne National Laboratory via photo pin cc

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