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La mossa di Twitter e lo scivolone di Instagram giustificano la mossa di Google che non permette di importare automaticamente feed da altri siti.
Negli scorsi giorni Twitter ha deciso di uccidere Linkedin (nel link la riflessione di Silloski). O quantomeno di non contribuire più alla sopravvivenza del network. Da ieri infatti non è più possibile condividere i propri tweet automaticamente sul network per professionisti. Chi continuerà ad aggiornare il proprio status anche su questo? Siamo onesti: di solito aggiorniamo Facebook e Twitter e tutti gli altri social che usiamo pescano da qui.
Tempo fa ho scritto come postare da Twitter su Google Plus. La cosa era parecchio complicata, ma poi è venuto fuori che si poteva ovviare con Socialba (tool che sincronizza i post fra Facebook, Twitter e Google Plus). Perché diavolo Google non ti permette di importare direttamente i tweet?
La risposta è evidente oggi. Certo così facendo avrebbe popolato subito e di più il network, ma l'avrebbe fatto con update fasulli, non destinati a quello, ma provenienti da altre parti. E provenienti fino a quando dall'altra parte non avessero chiuso il rubinetto.
Una vicenda per certi aspetti simile è capitata a Followgram negli scorsi giorni. Followgram è uno dei tanti progetti costruiti su altri servizi e quando Amazon ha appiedato Instagram pure Fabio Lalli si è trovato in un cul de sac.
E questo è quello che mi piace chiamare l'insostenibile leggerezza del web. È così facile costruire qualcosa partendo dall'esistente che spesso ci si dimentica dei pericoli cui si va in contro.
Avevo discusso di Followgram con Fabio nei giorni passati e l'avevo invitato a dedicarsi al 100% a quel progetto. Lui invece mi ha ribadito che non si tratta di una startup, ma di un esperimento. Se Facebook decidesse di chiudergli il rubinetto (e visto che sta testando un'app per condividere foto direi che il destino di Instagram è segnato) Fabio si ritroverebbe gambe all'aria.
Dunque fa bene Google a tirare dritto per la propria strada (salvo poi tentare il suicidio con cose tipo Google Plus Eventi).
photo credit: Miguel Pires da Rosa via photo pin cc
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