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Alex Schwazer e la filosofia dei follower comprati

Venerdì 10 Agosto 2012, 11:28 in Techidiano di

Il campione fake simbolo della lotta al doping? Piuttosto assomiglia a quelli che si comprano i follower.

anonymousschwazer.pngPermettimi lo sconfinamento. Anche Alex Schwazer ha partecipato alla compravendita di follower. Ha cercato di comprarseli con una medaglia fake (chiedersi se le altre siano pulite è una conseguenza), non ricevuta per la qualità della propria corsa, ma comprata versando chissà quanti euro a un venditore di Epo. Esattamente come chi si compra i follower su Twitter, Facebook o Instagram. C'è di peggio però.

Il presidente del Coni Petrucci ne vorrebbe fare un testimonial della lotta al doping. Come dire: prendiamo uno di quelli che si comprano i follower e facciamone una bandiera del corretto uso dei social network.

Insomma, ce n'è abbastanza per giustificare l'attacco di qualche italico seguace di Anonymous al sito di Schwazer. 

Se sapessi che stai seguendo una persona che si compra i follower cosa faresti? Continueresti a seguirlo? L'unica cosa da fare è cancellare Schwazer dalla lista dei nostri following, infischiandosene delle lacrime di uno che pensava di portare a casa una medaglia barando. Non scrivo vincere, perché vincere è un'altra cosa.

Ora che ci penso, è peggio questo che comprarsi i follower.

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2 commenti
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11 Ago 2012
alle 09:41

Marcus Moreira

Mi sembra un parallelismo tirato per i capelli, chi si compra i follower non ottiene niente, è soltanto un'azione fatta per vanità che non arreca danni a nessuno, chi si dopa e la passa liscia rischia di vincere senza meriti, è parecchio diverso.
Non sto cercando di giustificare ne uno ne l'altro, mi sembra soltanto che volevi commentare una notizia sportiva nel tuo blog di "Comunità Digitali" e siccome non c'entrava niente con il mondo digitale, l'hai "digitalizzata" a forza. ;)

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10 Ago 2012
alle 15:37

Giuseppe D'Elia

Noto un certo accanimento che non condivido. Schwazer ha di sicuro sbagliato, ha confessato e abbraccia le conseguenze delle sue azioni, abbandona la carriera sportiva, com'è giusto che sia. Credo che la pressione e l'attenzione sull'uomo abbiano alimentato la sua debolezza.

Poi se vogliamo fare parallelismi con chi si sveglia un giorno e dice: "Ora imbroglio tutti..." lo si può fare, ma non credo affatto che si tratti della stessa situazione. Ovviamente è una mia opinione.


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