Web, tecnologia, open source e social network
Ecco un client che ti permette di gestire in modo quasi ottimale le liste, sincronizzare iPhone e Mac e ricevere notifiche speciali.
Il client di Twitter per iPhone e Mac mi soddisfava poco perché non mi consentiva un accesso veloce alle liste, strumento indispensabile per usare Twitter, a mio avviso. Ne avevo provati diversi, ma ancora nessuno mi aveva conquistato. A dire il vero Tweetdeck l'aveva fatto, ma poi se l'è comprato Twitter e l'ha rovinato. Ero in procinto di acquistare Twitbot su suggerimento di Magobaol. Poi però mi sono imbattuto in un post in cui si parlava di Echofon, un client gratuito, e questo mi ha conquistato.
Il primo motivo per installarlo l'ho trovato nelle nuove politiche di Twitter, che fa client inadeguati e pretende poi che gli altri non abbiamo troppo successo limitando le azioni che le app di terzi possono fare.
La cosa bella di Echofon è proprio il modo in cui gestisce liste e notifiche. Sul Mac è ancora meglio che sull'iPhone, perché puoi scegliere di usare Growl per ricevere le notifiche delle liste. perché è ora la prima app a supportare le notifiche di Mountain Lion.
Peccato solo che su iPhone non ti dia la possibilità di vedere chi ha iniziato a seguirti o ti ha ritwittato, salvo impostare le notifiche push. Ho notato inoltre che i tweet arrivano qualche secondo dopo rispetto al client di Twitter, ma pace. Comunque, è gratuito, c'è la pubblicità solo sopra la Timeline e quindi provalo e decidi tu se ti piace o meno.
Altre cose che mi piacciono: sincronizzazione fra client (Twitter non lo fa), notifiche per parole chiave (su Mac), notifiche dalle liste (Mac e iPhone). Il client funziona anche per Firefox e Windows.
Ecco qualche screenshot dal mio iPhone.
Link utili:
Instagramers Italia: c'è un solo network che conta ed è la realtà
Applicazioni Android: come lavorare con Nexus 7 - guest post di Gusions
iPhone 5 uscita: ecco come l'avrebbe presentato Steve Jobs
Applicazioni iPad: app per scrivere, prendere appunti e lavorare
Instragram è più potente di Twitter, guest post di Gianpiero Riva