Medium: la terza epoca del blogging entra nel vivo

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Ecco il nuovo Twitter concepito per consentire a chi non ha un blog, oppure ce l'ha ma vuol parlare d'altro, di condividere le proprie opinioni in rete.

Qualche tempo fa ho parlato di terza epoca del blogging per descrivere l’operazione che sta compiendo Overblog (guida nel link). Che una nuova era della produzione e condivisione dei contenuti sia alle porte l’hanno confermato negli scorsi giorni due dei co-fondatori di Twitter, Evan Williams e Biz Stone, lanciando medium.com. Questo solo in apparenza è un Twitter extra-large: si tratta infatti di una piattaforma di blogging per non-blogger, che può a dire il vero essere utile anche ai blogger.

Su Medium puoi infatti scrivere un post, aggiungere un’immagine, scegliere un argomento, il template grafico e introdurre il tuo scritto in una categoria. I tuoi post fanno riferimento a te come i tuoi tweet, solo che si tratta di veri e propri post che la gente può commentare. I testi di tutti si trovano organizzati per argomento e mi immagino che in futuro potrai collegarlo direttamente a Twitter per postare il titolo di ciò che scrivi su quello che era chiamato sito di microblogging e oggi è uno strumento di informazione per geek.

Quello che dovremmo fare su Medium è praticamente quello che facciamo tutti i giorni su Facebook o Google Plus. Ti faccio un esempio. Io scrivo di tecnologia e web, ma spesso mi capita di discutere di calcio, politica e fatti quotidiani con gli amici e altri blogger. E sì, se proprio voglio dire la mia la vado a condividere su Facebook. Ventiquattro ore dopo è tutto perso. In Medium invece i post vengono ordinati per tema e non per utente, ma immagino tu possa andare a leggere tutti contenuti prodotti da un singolo utente.

La piattaforma non è ancora aperta a tutti. Io ovviamente ho già richiesto l’invito. Per farlo ti basta andare su medium.com, dove per altro puoi vedere già alcuni dei post pubblicati e farti un’idea di come funziona il sito. Ovviamente, per chiedere un invito non devi lasciare la mail, ma loggarti con il tuo account Twitter. Medium ha le carte in regola per diventare lo strumento che offre a chiunque la possibilità di bloggare, ma ritengo anche che ci sia molto lavoro da fare. Dave Winer, uno dei pionieri del blogging, come ti ho accennato nella storia del blogging in pillole, ha celebrato il nuovo medium e ha chiesto ai creatori di fare in modo che possa anche essere uno strumento per condividere contenuti salvati altrove, per non regalare i propri al network. Io sono d’accordo con lui. Tu che ne pensi?

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