Psn down, Sony accusa: è stato Anonymous. Sarà davvero così?

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Lettera di Sony al congresso Usa: trovata la firma di Anonymous. Scopri su Blogosfere perché questa teoria non sta in piedi.

psn-down-sony-anonymous.jpgIl PlayStation Network è stato affossato da Anonymous per rubare i dati delle carte di credito di milioni di utenti di Sony. Questa l’accusa dell’azienda giapponese contenuta in una lettera al congresso Usa in cui finalmente qualche risposta in più viene data.

Sony afferma di aver trovato un file dal nome “Anonymous” su uno dei propri server, e che questo file conteneva le parole “We are legion“. Basta questo per accusare Anonymous?

Nel testo della lettera Sony effettivamente non punta mai il dito, ma collega direttamente il furto dei dati (a questo punto certo) con l’attacco DoS ricevuto da Anonymous. Ecco il passo.

sony accusa anoymous.jpg

Per avere una sintesi della lettera ti consiglio la lettura del Guardian. A mio parere però, ci sono però almeno tre motivi di credere che non sia così.

Primo: Anonymous firma sempre i propri attacchi. E li firma con il testo: “We are Anonymous.  We are Legion.  We do not forgive.  We do not forget.  Expect us“. Perché i legionari avrebbero dovuto attaccare Sony senza firmare l’attacco come da consuetudine? E anzi, chiamandosi fuori come ho già raccontato?

Immagine di anteprima per playstation network anonymous.jpg

Secondo: Sony afferma di aver ricevuto un attacco “pianificato molto attentamente, molto professionale, altamente sofisticato e disegnato per rubare dati personali e carte di credito per scopi illegali“. Anonymous finora si è però contraddistinto nel portare attacchi di tipo DoS, denial of service, non per furti o cose simili. Esattamente com’è stato l’attacco (rivendicato) a Sony di inizio aprile, non quest’ultimo che ha invece registrato un’intrusione nei server dell’azienda.

Terzo: anche durante l’attacco a MasterCard, Visa e PayPal Anonymous non ha rubato nulla, limitandosi a far cadere i server e rivendicare l’attacco a sostegno di Wikileaks.

Personalmente, sono sempre più propenso a credere al sabotaggio o a un attacco arrivato dall’interno. Sony non ha ancora spiegato che tipo di intrusione abbia subito, anche se ha dato diverse risposte a Usa, Ue e cittadini comuni che se la sono molto presa con l’azienda.

Update: Riccardo Meggiato su Wired.it ha scritto un articolo con opinioni simili. Te ne consiglio la lettura, visto che lui in tema è un’autorità. 

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